{"id":103,"date":"2010-03-26T15:17:00","date_gmt":"2010-03-26T13:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/?p=103"},"modified":"2011-04-16T15:39:38","modified_gmt":"2011-04-16T13:39:38","slug":"estav-e-se-non-ti-avessimo-voluto-di-giovanni-beani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/2010\/03\/26\/estav-e-se-non-ti-avessimo-voluto-di-giovanni-beani\/","title":{"rendered":"ESTAV: E Se (NON) Ti Avessimo Voluto? di Giovanni Beani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_106\" style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Cerbero.jpg\" rel=\"lightbox[103]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-106\" class=\"size-medium wp-image-106 \" title=\"Cerbero\" src=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Cerbero-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Cerbero-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Cerbero.jpg 672w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-106\" class=\"wp-caption-text\">Cerbero<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il silenzio non cambia il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora perch\u00e9 tacere? Per un quieto vivere che va tanto di moda nell&#8217;Italia di oggi? Quel quieto vivere che ha portato molti a rimanere senza un lavoro o a dover abbassare, e molto, il proprio tenore di vita? Quel quieto vivere che sta scavalcando ogni minima forma di rispetto? No, grazie, \u00e8 ora di parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma parlare di cosa? Sono tante le cose di cui si potrebbe, e dovrebbe, parlare, ma oggi vorrei parlare di <strong>Enrico Rossi<\/strong>, assessore alla Sanit\u00e0 della Regione toscana e attuale candidato alla Presidenza della Regione stessa tra le fila del Partito Democratico  (<em>NdA. attualmente  eletto Presidente della Regione toscana)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong> <!--more--><br \/>\nRossi <\/strong>\u00e8 ideatore e fautore di quello strano essere denominato <strong>ESTAV <\/strong>(<\/span><strong><em>Ente per i Servizi Tecnico-amministrativi di Area Vasta<\/em><\/strong>)<span style=\"font-size: small;\">. Questa specie di mostro (ESTAV intendo), per quanto concerne la sanit\u00e0 pubblica regionale, ha suddiviso la toscana in tre grandi fette e tutti i servizi tecnici e, al momento alcuni dei servizi amministrativi, che sono di supporto alla sanit\u00e0, sono stati accentrati&#8230; in teoria.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Al di l\u00e0 della effettiva efficacia di un accentramento di questo genere, che potrebbe essere fonte di discussione, come tra l&#8217;altro mi pare stia accadendo a livello politico, i tre ESTAV toscani (Centro, Nord-Ovest e Sud-Est) assomigliano pi\u00f9 alle tre teste di <strong>Cerbero<\/strong>, pronte a sbranare chiunque gli si avvicini. ESTAV \u00e8 un mastodonte arcigno e difficile da comprendere. Ma noi comuni mortali non siamo in grado di capire gli alti disegni dei nostri governanti, e quindi non \u00e8 questo l&#8217;argomento del mio scritto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Certo che occorrerebbe perlomeno vedere se, ai cittadini toscani, questa trasformazione mitologica porti degli effettivi vantaggi dal punto di vista della qualit\u00e0 e della efficienza del servizio sanitario, che, grazie a Dio (perch\u00e9 solo Dio possiamo ringraziare), per il momento, \u00e8 ancora cosa pubblica e non cosa&#8230; nostra. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Comunque sia l&#8217;argomento \u00e8&#8230; il rispetto! Rispetto per l&#8217;uomo. Rispetto per il lavoratore. Rispetto per quello che \u00e8 l&#8217;operaio del terzo millennio; quell&#8217;impiegato che usa il cervello al posto delle braccia, ma che, come accadeva due secoli fa, sembra essere considerato carne da macello, carne sacrificabile al novello Cerbero.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il rispetto in questo caso per gli impiegati (tecnici e amministrativi) delle Unit\u00e0 Sanitarie Locali toscane (da qualche anno si chiamano Aziende, il che dovrebbe far riflettere i cittadini italiani) che sono stati \u201ctrasferiti\u201d in modo coatto (cio\u00e8 di forza, senza il loro consenso) in pancia al mostro ESTAV. E, pochi giorni dopo, sono stati \u201criallocati\u201d, tramite delibera del mostro (sempre ESTAV intendo), di nuovo alle loro Aziende USL di provenienza. Insomma un bel ping-pong con delle persone usate quali palline. Un nuovo gioco? Forse no, perch\u00e9 una situazione del genere si definisce una \u201csimulazione\u201d, dove cio\u00e8 un contratto o un accordo tra due soggetti, in realt\u00e0 non produce alcun cambiamento. Ma allora perch\u00e9 lo si fa? No, no, non \u00e8 questo il punto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il punto \u00e8 che il tutto si \u00e8 fatto (ecco, forse, quale \u00e8  il significato di politica del fare che esce sempre dalla bocca del nostro capo di governo) senza un minimo di chiarezza, anzi senza neppure pronunciare una parola, da parte dei sindacati (di ogni ordine e tipo), dei dirigenti aziendali e della regione toscana stessa, a chi, essere umano e non pallina, \u00e8 stato sballottato come un sacco di fieno.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Unica frase ricorrente, a quei pochi che ponevano domande, \u00e8 sempre stata: \u201cNon cambier\u00e0 nulla!\u201d. Ma se non cambier\u00e0 nulla allora perch\u00e9 lo si fa?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E poi non cambier\u00e0 nulla&#8230; mah al momento \u00e8 cambiato \u201csolo\u201d il fatto che la sede di lavoro \u00e8 in un&#8217;altra citt\u00e0, che i Direttori sono altri, che ti hanno strappato con arroganza dalla tua azienda e inglobato in un&#8217;altra. E senza una garanzia per il futuro, senza una parola per far comprendere il perch\u00e9, forse perch\u00e9 un vero perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8?!?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Complimenti! Proprio tanti complimenti! <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Quello che mi chiedo, con la tristezza nel cuore, \u00e8: dov&#8217;\u00e8 la differenza, politica, nel rispetto dei lavoratori? Questa \u00e8 la cosa peggiore. Questa la cosa che pi\u00f9 brucia.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sono cresciuto in una famiglia che mi ha insegnato che gli uomini sono tutti uguali, e che \u00e8 giusto vivere nel rispetto degli altri, anche quando gli altri la pensano in modo differente o hanno un diverso colore della pelle o credono in un altro Dio. Mi \u00e8 stato insegnato che l&#8217;uomo \u00e8 importante in quanto uomo e non in base allo spessore del suo portafoglio o al suo potere.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Oggi, purtroppo, non sono pi\u00f9 in grado di dire se questo significa essere comunista o pi\u00f9 semplicemente di sinistra o niente di tutto questo, so solo che credevo fosse un modo di vedere la vita, fosse un&#8217;ideologia condivisa, in politica, da chi \u201cdice\u201d di schierarsi da un lato della scacchiera e non dall&#8217;altro. Lo credevo. Ora non pi\u00f9! Ora mi immagino solamente un mondo dove l&#8217;unico motivo per cui si producono tante belle frasi, che vengono poi fatte stampare a caratteri cubitali sui manifesti delle citt\u00e0, \u00e8 che interessa solo creare nuovo potere e gestire questo potere. E questo mi spaventa&#8230; molto!<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Mi spaventa il fatto che Cerbero, il cane a tre teste \u00e8 la rappresentazione della <\/span>distruzione del passato, del presente e del futuro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\">Non possiamo permetterci di far distruggere il futuro, il nostro e quello dei nostri figli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ecco perch\u00e9 vorrei parlare, magari anche gridare, anche a rischio di farmi del male, ma&#8230; il silenzio non cambia il mondo e questo mondo va cambiato.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Giovanni Beani<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">[Pubblicato, in parte, sul quotidiano <strong>Il Tirreno <\/strong>del <strong>26 marzo 2010<\/strong>]<\/p>\n<div id=\"attachment_102\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/Enrico-Rossi-ESTAV-Rassegna-Stampa-260310.jpg\" rel=\"lightbox[103]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-102\" class=\"size-thumbnail wp-image-102  \" title=\"ESTAV - Rassegna Stampa 260310\" src=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/Enrico-Rossi-ESTAV-Rassegna-Stampa-260310-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-102\" class=\"wp-caption-text\">Articolo pubblicato su Il Tirreno<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il silenzio non cambia il mondo. 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