{"id":32,"date":"2009-10-06T23:01:22","date_gmt":"2009-10-06T21:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/?p=32"},"modified":"2011-03-28T19:08:46","modified_gmt":"2011-03-28T17:08:46","slug":"storie-di-mare1nettuno-di-giovanni-beani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/2009\/10\/06\/storie-di-mare1nettuno-di-giovanni-beani\/","title":{"rendered":"Storie di Mare\/1: &#8220;Nettuno&#8221; di Giovanni Beani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/frontsdm.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[32]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-71  alignright\" style=\"border: 1px solid black; margin: 3px;\" title=\"Storie di Mare\/1\" src=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/frontsdm-190x300.jpg\" alt=\"Storie di Mare\/1\" width=\"171\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/frontsdm-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/frontsdm-649x1024.jpg 649w, https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/frontsdm.jpg 1412w\" sizes=\"auto, (max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/><\/a>Il racconto &#8220;Nettuno&#8221;, finalista nella prima edizione del premio letterario Storie di Mare indetto da Marco del Bucchia Editore, \u00e9 stato pubblicato nell&#8217;antologia &#8220;Storie di Mare\/1&#8221;.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;Nettuno&#8221;<\/p>\n<p><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Scricchiolavano come ossa rotte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Abbandonate dal mare, sul litorale della Versilia, tutte quelle fragili conchiglie si spezzavano una dopo l&#8217;altra, quasi gemendo come se fossero in vita, sotto le suole di gomma delle mie scarpe sportive.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Era un suono strano che, come una triste musica, faceva da sottofondo ai miei pensieri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La luna piena, lass\u00f9 in alto, faceva rimbalzare sul mare la sua pallida luce riflessa. Guardavo, senza per\u00f2 realmente vederli, quei magici luccichii che saltellavano e si rincorrevano sull&#8217;apparentemente dolce superficie di quel mare che tante volte era stato testimone di attimi della mia vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\"><!--more--><\/span><span style=\"font-size: medium;\">Era stato proprio l\u00ec, davanti a me, che una splendida mattina di agosto, di ormai diversi anni fa, ero arrivato e mi ero fermato, accanto a una boa, con un pattino bianco come la neve e rosso come il fuoco. Ero l\u00ec assieme a \u201clei\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E sempre l\u00ec, ancorato alla boa, le avevo rivelato il mio amore, scoprendo, quasi con sorpresa, di essere ricambiato o, perlomeno, accolto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Molte volte gli uomini che, sin da epoche remote, si sono autodefiniti cacciatori, in realt\u00e0 altro non sono che piccole e, spesso, stupide prede.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Credono di essere forti. Credono di poter conquistare, per sempre, l&#8217;amore di una donna. Credono&#8230; ma in realt\u00e0 solo col tempo si rendono dolorosamente conto che nulla \u00e8 scontato, che niente \u00e8 davvero cos\u00ec come sembra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quegli uomini poi che possiedono pi\u00f9 sensibilit\u00e0, come in fondo ho sempre creduto di avere anche io, si gettano a capofitto nel vortice delle emozioni, come fa il pesce scartato dal pescatore che si rituffa felice nel suo mare. Ma, proprio come quel pesce, si accorgeranno di portare sempre con s\u00e9 una ferita straziante, come quella creata dall&#8217;amo del pescatore nella bocca del pesce. Una ferita che gli ha strappato un pezzo di anima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E gi\u00e0, \u201clei\u201d mi aveva rigettato in mare, mi aveva abbandonato e nel momento in cui avevo pi\u00f9 bisogno che mi fosse accanto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il lavoro, da giovane imprenditore, come oggigiorno si dice, era partito bene. In molti mi avevano spinto a sfruttare a mio vantaggio quello che mi veniva detto fosse un mio talento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tanto che mi ero davvero convinto di avere un talento, uno di quelli che, come si credeva nei tempi antichi, gli Dei ti donano al momento della nascita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E non si pu\u00f2 andare contro al volere degli Dei, sarebbe un&#8217;offesa troppo grande.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma probabilmente ho offeso gli Dei ugualmente, in qualche altro modo, anche senza volerlo, senza esserne consapevole.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel giro di poco tempo la mia attivit\u00e0 aveva iniziato a traballare. I debiti superavano i guadagni. Quelli che, ingenuamente, aveva considerato amici, con le scuse pi\u00f9 assurde e banali, si erano dileguati nel nulla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E nel nulla stavo sprofondando io.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre gli \u201camici\u201d sparivano, spuntavano, come funghi dopo la pioggia, i creditori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Allora avevo tentato di arginare i debiti con altri debiti. Prima tentando le vie istituzionali delle banche, che ovviamente, nel momento in cui hai davvero necessit\u00e0 del loro aiuto, ti gettano fuori a calci, ma sempre con garbo, sia chiaro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi con gli strozzini, squali incrociati con avvoltoi e camuffati da esseri umani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E da quel momento in poi, la buca in cui sei caduto, si trasforma in un baratro senza fondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E \u201clei\u201d in quei momenti era riuscita a pronunciare le parole pi\u00f9 crudeli che le mie orecchie avessero mai ascoltato: \u201cNon volermene, mi dispiace, ma non sento pi\u00f9 niente per te.  \u00c8 inutile continuare a soffrire entrambi. Bisogna farsene una ragione. Purtroppo la magia dell&#8217;amore tra di noi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 tutto finito! Addio!\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;aveva osservata, in silenzio, mentre preparava le sue valigie. Mentre si allontanava, senza uno sguardo. Mentre chiudeva la porta di casa dietro di s\u00e9. Per sempre. Solo di questo ero certo, per sempre!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Allora a cosa serviva combattere ancora? Combattere di nuovo?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Certo ripensandoci forse avevo le mie colpe. Avevo creduto negli Dei e nel loro aiuto. Avevo creduto nell&#8217;amore eterno, trascurando di comprendere a pieno tutto quel mondo che mi era sempre stato cos\u00ec incomprensibile e, spesso, distante. Quell&#8217;intero universo che si chiama donna. E \u201clei\u201d&#8230; s\u00ec, lei era proprio la donna. La mia donna che ora non c&#8217;era pi\u00f9!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La mia mente si stava ingarbugliando in tutti questi pensieri mentre i luccichii lunari continuavano a rimbalzare dalla superficie del mare ai miei occhi lucidi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quel mare notturno, cos\u00ec calmo, ma cos\u00ec vivo, era&#8230; invitante!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mi attraeva a s\u00e9 e, quasi senza rendermene conto, mi ero ritrovato con l&#8217;acqua alle ginocchia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non era fredda, tutt&#8217;altro. Sentivo su tutto il corpo una specie di benessere e iniziai, coscientemente stavolta, a camminare in avanti verso quel mare misterioso e accogliente. Lo avevo visto fare in un film. Ma quale era? Mah non lo so, tuttora non lo ricordo. Comunque in quel film la protagonista iniziava a camminare dentro il mare, andando avanti, lentamente, sempre pi\u00f9 avanti, sino a quando l&#8217;acqua non la ricopriva totalmente, facendola scomparire con delicatezza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mi appariva come un dolce finale. La fine di una triste storia. La mia fine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">S\u00ec, ecco, avevo trovato la soluzione. Entrare per sempre in quel mare che tanto mi aveva dato e a cui adesso donavo la mia vita. Il mio sacrificio volontario a quegli Dei che dovevo avere offeso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ormai l&#8217;acqua era gi\u00e0 arrivata sopra la cintura dei mie jeans quando davanti a me, al chiarore della luna, vidi qualcosa che stava galleggiando sulla superficie del mare. No, non stava galleggiando, stava&#8230; uscendo dal mare!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mi bloccai. La paura assume forme strane. In quel momento la mia mente diceva al corpo di fuggire, ma il mio corpo se ne stava l\u00ec immobile, congelato come un merluzzo nel ghiaccio del supermercato.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quel qualcosa intanto continuava a uscire dal mare e si faceva sempre pi\u00f9 grande. Era una testa. Una testa umana. E continuava a venire fuori dall&#8217;acqua. Dopo la testa il collo e poi il corpo. Quella, che nel giro di pochi istanti era l\u00ec di fronte a me, era una figura femminile, sinuosa e affascinante. E mi fissava con occhi di un colore indefinito, limpidi come acqua pura. I capelli erano cortissimi, quasi inesistenti. Mi sembrava completamente nuda, ma forse era solo l&#8217;effetto del controluce creato dalla luna.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Inebetito completamente credo di avere pronunciato, balbettando, frasi inutili: \u201cChi sei?\u201d &#8211; \u201cCosa vuoi da me?\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La figura, senza pronunciare una minima sillaba, port\u00f2 il dito indice della mano dritto davanti al suo naso. Mi chiedeva silenzio. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La paura mi cresceva dentro come un cancro. Sentivo nello stomaco qualche cosa che mi stava divorando. Sentivo il gelo scorrere nelle vene. Il sangue rallentare il suo percorso sino a fermarsi del tutto. E allo stesso tempo la testa scoppiare. I pensieri rimbalzavano dentro il cranio, da un punto all&#8217;altro, senza trovare modo di uscirne fuori.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quell&#8217;essere, pauroso e affascinate, continuava a fissarmi. E i miei occhi non riuscivano a staccarsi dai suoi, come collegati da un filo d&#8217;acciaio invisibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi lentamente inizi\u00f2 a scuotere la testa da destra a sinistra, di nuovo a sinistra e poi a destra. Era un no, dolce, ma perentorio.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ero ancora immobilizzato dai miei stessi muscoli, quando sollev\u00f2 di nuovo la mano, allung\u00f2 il dito indice e se lo port\u00f2 alla bocca poggiandolo sulle labbra. Poi allung\u00f2 il braccio verso di me. L&#8217;odore del salmastro era come esploso, mi entrava nelle narici provocandomi dolore. Ogni singolo battito del cuore era come una pugnalata lancinante nel petto. In un movimento unico la punta del suo dito tocc\u00f2 la mia fronte, proprio in mezzo agli occhi. Un calore che mai avevo sentito si sparse in tutto il mio corpo. Tutte le paure e le ansie svanirono in un istante.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/backsdm.jpg\" rel=\"lightbox[32]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-72\" style=\"border: 1px solid black; margin: 3px;\" title=\"Storie di Mare\/1 Back\" src=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/backsdm-177x300.jpg\" alt=\"Storie di Mare\/1 Back\" width=\"159\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/backsdm-177x300.jpg 177w, https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/backsdm-605x1024.jpg 605w, https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/backsdm.jpg 1402w\" sizes=\"auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px\" \/><\/a>Appena un attimo dopo mi gir\u00f2 le spalle e il suo corpo form\u00f2 una silhouette meravigliosa sui luccichii lunari del mare. Cos\u00ec, come era apparsa, scomparve di nuovo, immergendosi lentamente nelle acque profonde e accoglienti che solo pochi secondi prima mi avevano tanto attratto.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Scricchiolavano come ossa rotte. Tutte quelle fragili conchiglie si spezzavano una dopo l&#8217;altra, dentro i miei pugni stretti.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mi ritrovo qui, bagnato e seduto sulla sabbia, con in mano pezzi di conchiglie marine a guardare quel mare in cui volevo affogare le mie delusioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma adesso non pi\u00f9. Ora avevo compreso. Non era ancora arrivato il momento della fine. Gli Dei mi volevano ancora bene.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">E ora so anche che Nettuno \u00e8 donna. Che lo siano tutti gli Dei?<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: normal; text-align: right;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Giovanni Beani @ 2009<\/strong><br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"font-style: normal;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il racconto &#8220;Nettuno&#8221;, finalista nella prima edizione del premio letterario Storie di Mare indetto da Marco del Bucchia Editore, \u00e9 stato pubblicato nell&#8217;antologia &#8220;Storie di Mare\/1&#8221;. &#8220;Nettuno&#8221; Scricchiolavano come ossa rotte. 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