{"id":9,"date":"2009-10-11T17:00:27","date_gmt":"2009-10-11T15:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/?p=9"},"modified":"2011-03-28T19:08:23","modified_gmt":"2011-03-28T17:08:23","slug":"racconti-nella-rete-2009-%e2%80%9criflettere%e2%80%9d-di-giovanni-beani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/2009\/10\/11\/racconti-nella-rete-2009-%e2%80%9criflettere%e2%80%9d-di-giovanni-beani\/","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009: \u201cRiflettere\u201d di Giovanni Beani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em> <\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_182\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Racconti-nella-Rete-2009.jpeg\" rel=\"lightbox[9]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-182\" class=\"size-full wp-image-182\" title=\"Racconti nella Rete\" src=\"https:\/\/www.giovanni.beani.name\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/Racconti-nella-Rete-2009.jpeg\" alt=\"Copertina Racconti nella Rete\" width=\"198\" height=\"285\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-182\" class=\"wp-caption-text\">Racconti nella Rete (2009)<\/p><\/div>\n<p>Racconto tra i vincitori di LuccAutori 2009<span style=\"color: #505050;\"> del\u00a0 premio letterario Racconti nella Rete <\/span><span style=\"color: #505050;\">VIII edizione<\/span><span style=\"color: #505050;\"> e inserito nell&#8217;antologia &#8220;<a href=\"http:\/\/www.raccontinellarete.it\" target=\"_blank\"><em>Racconti nella Rete<\/em><\/a>&#8221; a cura di Demetrio Brandi, edita da Nottetempo.<\/span><\/p>\n<h2><strong>Riflettere<\/strong><\/h2>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Rifletto. Daltronde che altro potrei fare?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Rifletto sui miei tanti ricordi. Ricordi lontani nel tempo, ma che ancora sono vivi e bruciano nella mia anima.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Mi ricordo che il ricordo \u00e8 qualche cosa di bello da ricordare\u2026a volte\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Mi ricordo di lei, la rivedo l\u00e0, davanti a me, un po\u2019 alla mia sinistra, sdraiata su un fianco sul suo grande letto a baldacchino, come una Dea dell\u2019Olimpo, con indosso una lunga camicia da notte candida come la prima neve. La tremolante luce della candela sul comodino alla sua destra creava, come per magia, giochi di luce e di ombre che mettevano in risalto il suo stupendo corpo. I suoi lunghi capelli ricci emettevano luccichii invitanti.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span><!--more--><\/span><span>E lei se ne stava l\u00ec, quasi immobile se non fosse per quel ritmato movimento del respiro, che la rendeva ancora pi\u00f9 sensuale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Aveva di fianco a se, poggiato sul bordo del letto, un grande libro e il suo sguardo passava continuamente dalla pagina aperta alla porta della camera davanti al lei, quasi come un bimbo che finge di interessarsi allo studio, ma non vede l\u2019ora che suoni la campanella della fine delle lezioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Poi finalmente il solito toc, toc\u2026toc alla porta, il segnale convenuto. La porta si apriva lentamente e una grande figura maschile appariva sull\u2019uscio ed esordiva con le solite parole: \u201cAmore mio, finalmente mi sono liberato di quella vecchia arpia di mia moglie!\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Lei lo guardava in silenzio, senza pronunciare una sola parola.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Io guardavo lei.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Poi l\u2019uomo si avvicinava al letto e si sedeva accanto a lei, sostituendosi al libro. Abbassava la testa e la baciava e, in un attimo, erano entrambi nudi e avvinghiati, intenti a fare l\u2019amore.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Mi ricordo che in quei momenti rimanevo nell\u2019ombra e cercavo di appiattirmi ancora di pi\u00f9 al freddo muro della stanza sperando di scomparire nell\u2019oscurit\u00e0. Sperando che la mia anima si frantumasse in mille piccoli pezzettini di vetro una volta per tutte. E allo stesso tempo avrei voluto gridare a squarciagola, urlare come un lupo ferito tutta la mia rabbia e il mio dolore, dirle che ero l\u00ec e che l\u2019amavo!<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Ma ricordo anche la gioia che provavo quando lei, sola, si avvicinava a me e si guardava, dentro di me, mentre io, come inebetito, sprofondavo nei suoi grandi occhi neri e affogavo nella sua bellezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Avrei voluto baciarla, abbracciarla forte, stringerla stretta a me, ma non ci riuscivo, non potevo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Infine mi ricordo quel brutto giorno. La vidi tentare di alzarsi dal letto. Invano. Con quella orribile tosse che le usciva direttamente dai polmoni\u2026no non poteva essere, sapevo che mi avrebbe lasciato per sempre e io non sarei riuscito a dirle del mio amore e non sarei riuscito ad aiutarla.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Gi\u00e0 mi ricordo che il ricordo \u00e8 qualche cosa di bello da ricordare\u2026a volte\u2026ma a volte sarebbe molto meglio dimenticare, specialmente quando si ha un\u2019anima, ma si \u00e9 solo un oggetto, uno specchio, come me.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Giovanni Beani @ 2009<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto tra i vincitori di LuccAutori 2009 del\u00a0 premio letterario Racconti nella Rete VIII edizione e inserito nell&#8217;antologia &#8220;Racconti nella Rete&#8221; a cura di Demetrio Brandi, edita da Nottetempo. Riflettere Rifletto. Daltronde che altro potrei fare? Rifletto sui miei tanti ricordi. 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